Noi di Precis teniamo molto a rendere il marketing un’esperienza positiva per il consumatore finale. Questo va ben oltre un semplice banner sui cookie: si tratta di adottare un approccio etico in tutte le pratiche di marketing.

Nel tentativo di comprendere esattamente quale sia l’esperienza online dei nostri consumatori, abbiamo analizzato a fondo le opinioni di 5.000 consumatori per scoprire il loro atteggiamento nei confronti della privacy, della pubblicità personalizzata e della raccolta dei dati, nonché il modo in cui tali aspetti influenzano le loro decisioni.

Continua a leggere per scoprire cosa ne pensano di argomenti come il marketing personalizzato, i banner sui cookie, l’intelligenza artificiale e la rappresentazione nella pubblicità.

Noi di Precis seguiamo tre principi di etica del marketing:

01. Trattare i dati con integrità

02. Siate trasparenti, sempre

03. Rendere il marketing un’esperienza positiva

Punti salienti del sondaggio sui consumatori relativo all'etica nel marketing 2023

  • Il 65% degli intervistati ritiene che sia fondamentale che i marchi rispettino la loro privacy al momento dell'acquisto.
  • Il 27% dei partecipanti non vede alcun vantaggio nel condividere i propri dati con i marchi.
  • Il 37% non rileva alcun miglioramento significativo nella propria esperienza online dall'entrata in vigore del GDPR nel 2018.
  • Il 51% dei consumatori ritiene di comprendere chiaramente il motivo per cui vede determinati annunci pubblicitari online.
  • Il 40% delle persone che non hanno mai revocato il consenso all'utilizzo dei dati afferma di non sapere come procedere.
  • Il 34% esprime forte preoccupazione riguardo all'uso di algoritmi, apprendimento automatico e intelligenza artificiale (IA) nella selezione dei contenuti online e della pubblicità.
  • Il 73% dei consumatori ha adottato misure per controllare la pubblicità che vede online.
  • Il 39% sottolinea l'importanza che i marchi rappresentino persone diverse nelle loro campagne pubblicitarie.
  • Il 49% di coloro che hanno revocato il consenso lo ha fatto a causa di pratiche pubblicitarie invasive.
  • Il 41% degli intervistati ammette di non leggere mai l'informativa sulla privacy quando visita un sito web per la prima volta.

Etica del marketing e trattamento dei dati con integrità

In qualità di professionisti del marketing, è fondamentale dare priorità alla privacy nella pianificazione delle campagne: dopotutto, è la legge a dirlo, giusto? Tuttavia, secondo il sondaggio, prestare particolare attenzione al trattamento dei dati dei consumatori e creare valore durante la raccolta dei dati di prima parte sembra offrire anche altri vantaggi oltre alla semplice conformità normativa.

Il sondaggio ha rivelato che il 65% dei consumatori ritiene importante che i marchi rispettino la loro privacy al momento dell’acquisto. Ciò evidenzia la necessità per i professionisti del marketing di concentrarsi sull’offrire un valore tangibile ai consumatori in cambio dei loro dati – non solo perché lo prevede la legge, ma anche perché è vantaggioso per i profitti. Infatti, quando i consumatori percepiscono il valore della condivisione dei propri dati, ciò porta a una maggiore fiducia e a un maggiore coinvolgimento.

Oggi, nel 2023, si potrebbe pensare che la questione del consenso sia stata risolta e archiviata. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Il 37% dei consumatori non ha riscontrato alcun miglioramento significativo nella propria esperienza online dall’entrata in vigore del GDPR nel 2018. Diciamo semplicemente che c’è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda il branding e la progettazione dell’esperienza utente (UX) nei banner di consenso. Rendere i banner di consenso intuitivi e in linea con il proprio marchio è proprio ciò su cui voi, in qualità di professionisti del marketing, dovreste concentrarvi. Dopotutto, un’esperienza online positiva è proprio l’obiettivo a cui miriamo!

Etica e trasparenza nel marketing

Secondo il sondaggio, il 51% dei consumatori afferma di capire perché vede determinati annunci online: questo rappresenta un passo avanti in termini di trasparenza. In qualità di professionisti del marketing, dovremmo puntare a fornire spiegazioni chiarissime e garantire che i consumatori sappiano cosa succede dietro le quinte.

Ma sembra che in altri ambiti ci manchi ancora qualcosa. Tra gli intervistati che non hanno mai revocato il proprio consenso, il 40% dei consumatori non sa come procedere. Si tratta di una mancanza non solo da parte delle autorità di regolamentazione, ma anche da parte nostra, in qualità di operatori di marketing. I consumatori dovrebbero sentirsi autonomi online e avere il controllo su perché, come e dove vengono utilizzati i loro dati.

Quindi, se fornire spiegazioni chiare e sensibilizzare i consumatori sulle pratiche di marketing non è già parte integrante della vostra strategia di marketing, dovrebbe diventarlo. Un semplice pulsante per annullare l’iscrizione nelle e-mail non è affatto sufficiente.

E ora passiamo all’intelligenza artificiale. Ben il 34% dei consumatori esprime preoccupazioni riguardo all’uso di algoritmi, apprendimento automatico e intelligenza artificiale nella selezione degli annunci che vedono online. Capire e spiegare queste meraviglie tecnologiche rappresenta una sfida anche per noi professionisti del marketing, ma aumentare la trasparenza su come funzionano può creare fiducia e rassicurare chi è preoccupato.

L'etica del marketing e come rendere il marketing un'esperienza positiva

Il sondaggio rivela inoltre che i consumatori adottano misure concrete per controllare la pubblicità che vedono online. È emerso infatti che ben il 73% ha intrapreso azioni quali il rifiuto dei cookie, la cancellazione della cronologia di navigazione o l’utilizzo di ad blocker. I consumatori danno quindi priorità alla propria privacy e si aspettano che i marchi la rispettino; in qualità di professionisti del marketing, dovremmo tenere conto di queste preferenze nella pianificazione delle campagne pubblicitarie e assicurarci di rispettare le loro scelte.

Inoltre, il 41% dei consumatori ha revocato il consenso concesso a un marchio per l’utilizzo dei propri dati a fini pubblicitari. E quasi la metà di loro (49%) lo ha fatto perché riteneva che le pratiche pubblicitarie del marchio fossero troppo invadenti. È fondamentale monitorare la "stanchezza pubblicitaria" e adeguare le impostazioni delle campagne per ridurne la frequenza. In questo modo, è possibile creare un’esperienza pubblicitaria positiva e meno invadente.

Passiamo ora alla rappresentazione: un altro aspetto cruciale per garantire che il marketing sia un’esperienza positiva per tutti. Il 39% degli intervistati ritiene importante che i marchi rappresentino persone diverse nella loro pubblicità. Si tratta di quasi 2 consumatori su 5 in diversi gruppi demografici. E questa opinione rimane costante in tutte le fasce d’età, con ben il 28% dei consumatori di età superiore ai 60 anni che sottolinea l’importanza di una rappresentazione diversificata. Creare pubblicità inclusive e rappresentative, in grado di trovare riscontro in un pubblico eterogeneo, non significa solo rivolgersi a un pubblico più giovane, ma sembra essere apprezzato da un ampio segmento di consumatori.

Allora, come procediamo da qui in poi?

Se desiderate approfondire l'argomento, nel 2022 abbiamo condotto uno studio simile. Potete leggere il rapporto completo per un'analisi più approfondita e raccomandazioni concrete.

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